I secoli XVI, XVII e XVIII:
l’autogoverno delle comunità (1990)

 

Martini A.*

In: Le Valli del Leno, Vallarsa e valle di Terragnolo.
Nuova Grafica Cierre Ed. Verona, 1990. Pagg. 75-83.

 

 

*Centro Studi Museo Etnografico Vallarsa

 

“I secoli XVI, XVII e XVIII: l’autogoverno delle comunità” è uno dei capitoli del libro “LE VALLI DEL LENO” ed esamina, dal punto di vista storico e socioeconomico, i princìpi che furono alla base dell’autogoverno della Comunità della Vallarsa dal 1400
al 1800. 
Attraverso la documentazione archiviale, è stato possibile rilevare la costante preoccupazione di amministrare il bene pubblico per l’interesse della Comunità e di ricercare criteri e regole per la migliore convivenza comune. Già in tempi antichi fu portata avanti la ricerca di criteri e di regole che poi entrarono nel-la tradizione fino a quando esse furono messe per iscritto nella prima Carta di Regola (1580). 
Dalla Carta di Regola si viene indirettamente a conoscere quale fosse il patrimonio ambientale (i boschi, le malghe, i terreni per le coltivazioni, i terrazzamenti per le viti, i mulini), le opere realizzate per l’utilità comune (la casa comunale, il campanile, le vie di comunicazione), i servizi destinati alla comunità (insegnare a leggere e scrivere, il medico condotto, l’armadio farmaceutico), la determinazione dei confini che erano sempre oggetto di contesa con le comunità confinanti.
Questa forma di governo autonomo si protrasse nel corso dei vari regimi, dalla appartenenza al Principato Arcivescovile di Trento ed ai Castelbarco, alla dominazione veneziana (1416-1509), alla sudditanza della Casa d’Austria, per poi essere cancellata dalla occupazione napoleonica (1796-1813) che impose nuovi princìpi amministrativi.