Iconografia storica della Vallarsa

 

E’ conservata dal Centro Studi una preziosa collezione di fotografie e di immagini “storiche” che si riferiscono in particolare alla Vallarsa.

Le immagini più antiche mostrano i panorami, le località ed i paesi della Valle quali erano nei periodi che risalgono agli inizi del XX secolo.

Ricca è la testimonianza fotografica riguardante la Prima Guerra Mondiale (1914 – 1918). E’ la documentazione di quello che nella Valle avvenne durante quell’evento storico e dello status in cui la Valle stessa si trovava quando la popolazione, esiliata dal teatro di guerra, fece ritorno ai propri paesi.

Pure di interesse storico sono le fotografie che illustrano la ricostruzione degli edifici e delle infrastrutture nei primi periodi a seguire la Grande Guerra.

 

 

 

PAGINA IN ALLESTIMENTO

 

 

Per chi fosse interessato alla visione  delle fotografie conservate nell' Archivio delle Foto Storiche, può contattare il Centro Studi Museo Etnografico Vallarsa

 

●  Soldati

per approfondire

●  Profughi

Nella tarda primavera del 1916 le cose cominciarono a peggiorare :"Siamo rimasti sette o otto giorni chiusi in cantina per i combattimenti fra pattuglie di italiani che venivano da una parte e quelle degli austriaci che venivano dall'altra. Sentivamo le granate che esplodevano." (M. I)

Così :" è venuto il giorno che siamo dovuti scappare". (Z. E.)

La confusione fu grande : parte della popolazione fu evaquata in Austria, parte in Italia. La destinazione fu imposta dalle circostanze, raramente si trattò di una scelta "avremmo potuto andare verso l'Italia, ma invece siamo andati in fuori (Z.E.)". In alcuni casi le famiglie furono divise. Soprattutto fra i più anziani molti non volevano assolutamente partire :"La nonna era vecchia e non voleva partire. Diceva portatemi su nel letto della mia Luigina e lasciatemi morire lì. Due soldati caricarono la nonna sulla barella e la portarono di notte fino a Staineri e la notte seguente fino a Matassone (C.G.)".

"In settembre siamo partiti con il treno merci : tre giorni di viaggio e l'arrivo a Mitterndorf - villaggio di mezzo - Holzstadt - città di legno (R.A.)". Nella precaria sistemazione delle baracche la vita era piuttosto dura; tuttavia poco a poco ci si incominciò ad organizzare. Coloro che potevano hanno cominciato a lavorare e per i più giovani fu organizzata la scuola.

La dura vita dei profughi fece molte vittime. "I nostri morti nelle baracche sono stati tanti; è rimasto un cimitero solo per loro (M.E.)".

Da "La Vallarsa e la sua gente" (Testimonianze della Grande Guerra)

●  Personaggi

Don Giuseppe Tarter: arriva a Valmorbia come curato nell'ottobre del 1933 e vi rimane fino al 1946. Negli anni della sua permanenza in Vallarsa dipinge: la pala d'altare della chiesa di Pozzacchio; la pala di San Rocco a Trambileno; Pasce oves meas 4 Evangelisti (ora tutto cancellato) nella chiesa di Raossi; Natale, Assunzione, Annunciazione, Angeli e Santi (ora tutto cancellato) nella chiesa di Parrocchia; Angeli e Annunciazione nella chiesa di Piano; Angeli nella chiesa di Foxi; presentazione di Maria al tempio, Annunciazione, sposalizio di Maria, Natale di Gesù, 6 Angeli adoranti, la Via Crucis nella chiesa di Valmorbia; Angeli nel capitello di Valmorbia.

Don Giuseppe Cumer: per una cinquantina di anni ha svolto il suo servizio sacerdotale in vari paesi della Vallarsa, soprattutto a Raossi, Parrocchia e Camposilvano. In molti modi e disinteressatamente si è prestato a sostenere e animare iniziative e opere sociali a favore degli abitanti della Valle (elettricità a Camposilvano, ampliamento della chiesetta di Piano, cooperative, asilo, ricovero, ecc.). 

●  La scuola

Sin dal XVII, anche in Vallarsa i sacerdoti si incaricavano di istruire i bambini a leggere e a scrivere. Con l'ordinamento scolastico del 1774, Maria Teresa d'Austria rese obbligatoria la scuola fino ai quattordici anni e con la Regola del 1776 anche in Vallarsa fu istituita la scuola d'obbligo.

Agli inizi del 1900 i ragazzi di Vallarsa frequentavano, a seconda del paese dove abitavano, le seguenti scuole: Raossi, Valmorbia, Anghebeni, Parrocchia, S.Anna, Camposilvano, Obra, Riva, Matassone, Albaredo.

Durante la Grande Guerra rimasero chiuse le scuole di Valmorbia, di Anghebeni, di Albaredo, di Matassone e di S.Anna, mentre ad Arlanch e ad Aste vennero adattati due edifici per accogliere gli alunni. Tutte le sedi sopraelencate rimasero frequentate anche durante il periodo fascista e fin quasi ai giorni nostri. Dei 669 ragazzi che studiavano nel 1919, ve ne erano rimasti sono 107 nell'anno 1971, quando venne inaugurato a Raossi di Vallarsa il nuovo Centro Scolastico che accolse tutti gli alunni della valle.

per approfondire

●  Foto di famiglia

●  Acquedotto

per approfondire

●  La Vallarsa

●  I paesi dopo la Prima Grande Guerra

●  Ritratti femminili

●  I lavori femminili

●  Gli anziani